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  • Francesca Ulivi

VOLEVAMO SOLO ESSERE VACCINATI

Volevamo solo essere vaccinati. No non siamo anziani, ma siamo quelli non anziani che hanno più alta possibilità di morire se prendono la Covid. Lo sappiamo da 14 mesi che siamo più vulnerabili rispetto al virus, lo sappiamo dal primo studio cinese sui morti: 20 febbraio 2020 o giù di lì. È da allora che siamo chiusi in casa, quelli che possono. Gli altri vanno a lavorare, perché la maggioranza di noi non è in pensione e non può permettersi di stare a casa. Abbiamo cercato di proteggerci tra mille cavilli burocratici, ma non era chiaro all’inizio a quelli dell’INPS quanto fossimo in pericolo. E giù lotte per lo Smart working, quando possibile. Quando hai una malattia che incide fortemente sulla tua qualità di vita, già lei da sola, avere lo spettro di un’altra malattia che ti può ammazzare ed essere completamente inerme di fronte a questa, con gli altri che non sanno e le istituzioni che ti guardano come se fossi pazzo, non è proprio un bel vivere. 14 mesi: volevamo solo un vaccino. Abbiamo riso di fronte a chi si lagnava per la mascherina, noi che portiamo addosso macchinette e aghi appiccicati tutta la vita. Abbiamo annuito sorridendo a quelli che si lamentavano delle restrizioni causate dalla malattia, noi che non possiamo manco scendere dal letto senza misurare la glicemia. Poverini i vecchietti delle RSA che non vedono i loro familiari da mesi. E io da quanto tempo non vedo i miei genitori? Da 8 mesi, e prima non li avevo visti dai precedenti 8 mesi. Cioè in un anno e mezzo li ho visti una volta. Per proteggere loro, per proteggere me. Volevamo solo un vaccino. E quando a giugno abbiamo iniziato a capire che sarebbero arrivati i vaccini abbiamo iniziato a contare i giorni. Sono passati i mesi e finalmente i vaccini sono arrivati. Ma nel piano vaccinale nessuno ci ha calcolato. Si è vero gli anziani muoiono di più. Ma qualcuno si è accorto che la stragrande maggioranza di quelli sotto i 70 che muoiono hanno determinate patologie? E del resto anche gli over 70 che muoiono di più hanno quelle patologie. Certo è più facile dire: tutti quelli nati dal 41 in poi, pronti via. Ma se io rischio come uno del 41 e sono del 71 ho un diritto alla salute affievolito? Valgo di meno perché sono più malata? In questo anno e mezzo l’impressione è un po’ questa qui: sei malata, per proteggerti dobbiamo sbatterci di più, aspetterai, se nel frattempo non muori. Poi finalmente l’8 di febbraio, dopo un mese di pressioni delle associazioni e delle società scientifiche si accorgono di noi. Ci chiamano estremamente vulnerabili e dicono che dopo (o insieme) agli over 80 tocca a noi. Eccolo, il vaccino è tra poco. È tra poco. Volevamo solo fare il vaccino. Silenzio, nessuno reagisce all’aggiornamento del piano del ministero della salute. Dicono eh che è difficile da applicare perché non abbiamo i registri di malattia, perché le categorie dei vulnerabili del ministero non corrispondono ad esenzioni precise, che bisogna andare a vedere i piani terapeutici, le comorbidità. Beh ma tanto nel 2021 è tutto digitalizzato, vero, no? NO! Anzi in Lombardia iniziano a vaccinare i professori universitari, in Toscana gli avvocati, altrove i magistrati. E il personale delle strutture sanitarie tutto: pure gli operai del cantiere, pure gli amministrativi che non vedono un malato manco col binocolo, pure i giardinieri. Pure gli impiegati delle Asl che non ricevono pubblico da mesi. Tutti! Devono riaprire. Ok. Oh ma Regioni lo avete letto il nuovo piano vaccinale? Il ministro dice che ora tocca a noi! Tocca a noi! Volevamo solo essere vaccinati. Niente. Un altro mese di niente. Sempre chiusi in casa, sempre a lavorare con la spada di Damocle sulla testa. Tanto ormai, mese più, mese meno. Il 10 marzo il governo ribadisce e specifica ancora meglio, nuovo aggiornamento del piano: stavolta è chiaro! Le regioni non possono più fare finta di niente. E infatti qualcuno si sveglia: il Lazio, la Sicilia, la Campania, piano piano eccoli i vaccini per noi! Ma come funziona: ci chiamano le strutture ospedaliere? Ci dobbiamo iscrivere sulla piattaforma? Il medico di base? Chi? Come? Quando? Che stress! Ancora. Volevamo solo essere vaccinati. Ogni regione fa a se, ognuno un metodo diverso oppure più metodi tutti assieme. E finalmente, finalmente, all’alba della Santa Pasqua 2021 anche quegli assassini della regione Lombardia si accorgono di noi. Perché li chiamo assassini? Perché ogni morto di covid fragile che avrebbe potuto essere vaccinato a febbraio e che nel frattempo è morto lo hanno ucciso loro. Considerando la media di 100 morti al giorno in Lombardia e che il 99 per cento sono fragili, hanno ucciso all’incirca 5000 persone da febbraio ad oggi. Forse assassini è troppo poco. Quando si inizia a parlare di genocidio? Avevano chiesto gli elenchi ai nostri ospedali (ma perché loro della regione non hanno esenzioni e piani terapeutici digitalizzati da incrociare digitalmente in un secondo per chiamarci? No, evidentemente no e così i nostri diabetologi si son messi notte e giorno a fare gli elenchi), ma glieli hanno chiesti a metà marzo, mica il 10 di febbraio, dopo la prima revisione del piano, perché il 10 febbraio c’era da fare l’accordo con gli atenei per vaccinare i professori della Bocconi! Volevamo solo essere vaccinati. Siamo al 10 aprile. Ieri la piattaforma delle poste era disponibile anche per noi vulnerabili. Dopo gli over 70, anche se il piano vaccinale dice PRIMA. Ma vabbè, dai, giorno più giorno meno. Volevamo solo essere vaccinati. Alcuni per fortuna ci sono riusciti. Ma altri sono figli di un Dio ancora minore. Perché il loro ospedale non ha vaccini disponibili, come il San Raffaele che vaccina a botte di 1000 al giorno, ma solo over 80, che la regione deve prima dire di aver vaccinato tutti gli over 80, quindi Daje con gli over 80 e chi se ne frega dei vulnerabili non per età ma per patologia, aspettano. Oppure perché la piattaforma delle poste li sputa fuori, che il loro codice fiscale non c’è. O peggio, la ATS non ha trasmesso i dati della 104 precedenti ad un certo anno (prima che fossero nei registri dell’INPS). Quindi per assurdo quelli malati e con handicap riconosciuto da più tempo risultano a sistema sani come pesci. Si avete capito: tutti quelli con handicap grave riconosciuto precedentemente al 2007 in Lombardia non sono registrati nella piattaforma delle poste. Non possono prenotare il vaccino. Tra 2007 e 2010 magari, forse, se son fortunati. Perché le ASST non hanno mai messo a sistema i loro dati. Hanno avuto solo 14 anni per farlo. Forse attendono che muoiano così non c’è più bisogno. Quando vai a registrarti e il sistema ti sputa via, uno si chiede: oh ma che sono guarito? Volevamo solo essere vaccinati. Ma siamo malati. Siamo cittadini di serie b di ogni età. A parità di pericolosità della Covid se sei vecchio vali più di noi malati. È triste da dire e non è una lotta tra chi sta peggio. Ma noi siamo trasparenti. Oppure quando dici fragile tutti ti immaginano coi capelli bianchi e con il bastone o con una patologia visibile e devastante. Ci sono anche le malattie che non si vedono, ma sono ugualmente gravi. Volevamo solo essere vaccinati. Qualcuno lo è stato. Quanti ne sono morti nel frattempo? Certo son numeri piccoli, perchè per fortuna non siamo tanti. Quanta vita abbiamo perso? Ma siamo malati. Il nostro Dio è ancora più piccolo di un Dio minore. È un Dio minuscolo.


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