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  • Francesca Ulivi

LA MIA SCELTA

Sono cresciuta a Roma, con la politica, il Governo, il Parlamento e i Ministeri che ogni giorno entravano a casa mia per cena, perché era il lavoro e la missione dei miei genitori. Sono scappata da Roma, perché volevo stare lontano da quella ‘grande bellezza’ e costruire la mia strada di giornalista a Milano. L’ho fatto. È arrivata una malattia bastarda, difficile, che non se ne va. E poi altre. La medicina le chiama malattie autoimmuni, all’estero le chiamano anche non communicable diseases. Sono malattie che non vedi, finché non hanno portato a termine le loro distruzioni. Ma sono malattie che senti, che vivi, ogni minuto. Le mie priorità sono cambiate. La politica e l’attivismo per i malati per me non sono una poltrona, non sono una carriera, non sono un obiettivo, non sono un fine. La politica é esclusivamente un mezzo per migliorare la vita a chi come me ha una malattia che non guarisce, che è fragile, che combatte ogni giorno per vivere decentemente o per far vivere meglio una persona a cui vuole bene, un suo familiare. E per migliorarla anche a chi sta bene, affinché non si ammali mai. La politica per me è dare un senso positivo, propulsivo, migliorativo a tutto quello di brutto e negativo che è capitato nella vita a me e che capita purtroppo a moltissime persone. Perché se non sai cosa voglia dire vivere così, non puoi sapere davvero di cosa hanno bisogno le persone. Per questo faccio politica. Per questo vorrei portare la voce, le necessità, le richieste dei più fragili nel Consiglio Comunale di Milano. Per questo sono candidata nella lista civica Milano in Salute Per questo corro per Beppe Sala che riconosce il valore della competenza, dell’esperienza e della sensibilità. Oggi eravamo in piazza e lo saremo fino alle elezioni (e dopo) per raccogliere i bisogni di tutti e dargli voce. #piuforzaaifragili


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